Ulteriori informazioni
Per ulteriori informazioni sulle modalità operative dell'Agenzia e per dettagli relativi all'Enforcement Code of Practice (Codice di comportamento per il rispetto delle normative), visitate il sito Web| < Prec. |
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Lo scopo dell’Agenzia è verificare il rispetto delle normative e dei regolamenti internazionali, del Regno Unito e della UE, in ambito portuale e nel raggio di 200 miglia dalle coste scozzesi, che costituisce il confine inglese in materia di pesca, e se necessario anche oltre. Opera attraverso l’efficace combinazione di navi pattuglia, aerei di sorveglianza e dell’Ispettorato alla pesca marittima, e illustra i casi di inadempienza all’Ufficio della Pubblica accusa affinché possa istituire un procedimento legale. In breve, mira in primo luogo a un’azione deterrente delle attività illegali, ma, per i casi in cui questa non fosse sufficiente, si impegna a individuare violazioni della legge.
L’area di competenza dell’Agenzia comprende circa 127.000 miglia quadrate di oceano, fino al confine di pesca britannico, per un’estensione totale pari a circa un quarto di tutte le acque territoriali della UE.
Si occupa inoltre delle attività lungo una vasta area costiera che ospita numerosi punti di attracco sulla terraferma scozzese e sulle isole, ovvero le Shetland, le Orcadi e le Ebridi Esterne.
Il principale strumento per la gestione delle attività di pesca è la Politica comune per la pesca (/PCP, Common Fisheries Policy - CFP/). I requisiti di applicazione della PCP sono disciplinati da tre normative principali, sulla conservazione, sulla contingentazione e sul controllo, e consentiti dagli strumenti legali previsti da questi Atti.
La normativa sulla conservazione stabilisce le misure tecniche per la conservazione delle risorse alieutiche. Tra queste, l’individuazione delle dimensioni minime consentite per le maglie regolamentari, la proibizione dell’uso di determinati dispositivi e l’interdizione delle operazioni di pesca in determinate zone.
La normativa sul contingente stabilisce le quote massime per la pesca delle singole specie.
La normativa concernente il controllo istituisce un sistema di registrazione per la verifica delle misure per la conservazione e per la gestione delle risorse, nonché dell’intensità delle attività di pesca.
Le priorità di monitoraggio e di applicazione sono determinate dagli obiettivi generali di gestione della pesca. Attualmente essi sono:
- preservare l’integrità del sistema di contingentazione, i cui principali rischi consistono nell’eventuale erronea documentazione sulle aree di cattura e registrazione delle specie pescate, nella presenza di attività di pesca clandestina o nella dichiarazione di quantità di pescato inferiori a quelle effettive nelle registrazioni dei diari di bordo;
- garantire il rispetto delle norme relative alla fauna pelagica (aringhe e sgombri): una funzione altamente prioritaria a causa dell'attuale incertezza sullo stato della popolazione di aringhe;
- verificare il rispetto delle Normative tecniche sulla conservazione, che prevedono il controllo delle tipologie di reti in uso e della taglia dei pesci catturati e portati a riva;
- assicurare il rispetto dei requisiti per quanto attiene ai programmi di rinnovamento delle risorse.
Tali priorità mirano a sostenere la credibilità della scienza su cui si fondano le decisioni prese dai ministri a Bruxelles ogni anno, nel mese di dicembre, in relazione al totale delle catture ammesse e all’assegnazione delle quote.
La Commissione si preoccupa in particolar modo che l’Agenzia rispetti i suoi obblighi legali di monitoraggio e controllo secondo quanto stabilito dalla normativa europea.
Una fondamentale caratteristica di questa funzione, in termini di verifica della conformità del settore, si evidenzia nella diminuzione dell’incidenza di registrazioni, sospette e comprovate, di quantità di pescato inferiori a quelle effettive, come illustrato nel grafico sottostante.
Le quantità e le specie interessate sono variabili.


La netta tendenza al ribasso a partire dai primi mesi del 2005 è indicativa della situazione nel settore.
Lo Schema di pesca marittima responsabile è sostenuto appieno dall’Agenzia, chiamata a pronunciarsi in fase di valutazione delle certificazioni. Le suddette statistiche sul pescato rivestono un ruolo considerevole in questo processo.
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