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L’aringa è ampiamente diffusa in tutto il nord est atlantico, dall’Oceano Artico a nord fino al Canale della Manica a sud. Nell’arco della giornata, le aringhe rimangono in branco vicino al fondale, risalendo verso la superficie al tramonto e disperdendosi in una vasta area.
La particolarità dell’aringa consiste nell'avere più di una stagione di riproduzione. Le subpopolazioni di aringhe del Mare del Nord depongono le uova in momenti diversi e possono essere rinvenuti individui in riproduzione in quasi tutti i mesi dell’anno, sebbene principalmente in autunno. Si possono individuare tre popolazioni principali: Le aringhe di Buchan/ Shetland, in proliferazione lungo le coste della Scozia e delle Shetland nei mesi di agosto e settembre; le aringhe di Banks o di Dogger, che depongono le uova nell’area centrale del Mare del nord o lungo le coste inglesi da agosto a ottobre; e le aringhe del Southern Bight or di Downs, che si riproducono nel Canale della Manica da novembre fino a gennaio. Per la maggior parte dell’anno, le diverse popolazioni si mescolano, ma durante la stagione riproduttiva migrano ognuna verso la propria zone di origine. A ovest della Scozia, le aringhe si suddividono in due classi: la prima depone le uova in primavera e la seconda in autunno. La riproduzione autunnale ha luogo a partire dalla fine di agosto fino a ottobre nella zona intorno all’Irlanda, a ovest e a nord delle Ebridi Esterne e al largo di Capo Wrath, fino a 100 m di profondità.
La maggior parte delle aringhe raggiunge i tre o quattro anni prima di riprodursi, e il numero di uova deposte da una femmina di taglia media varia da popolazione a popolazione, ma è tipicamente nell’ordine delle 50.000. Le aringhe sono riproduttori demersali, che depositano su sabbia granulosa, pietrisco, piccole pietre e rocce in un tappeto formato da più strati di uova appiccicose. Interi banchi di aringhe si radunano più o meno simultaneamente nei luoghi di riproduzione. Le femmine depongono le uova in un’unica volta, e queste si schiudono dopo circa tre settimane, a seconda della temperatura dell'acqua. Molte larve delle schiuse autunnali passano il loro primo inverno lasciandosi portare dall'acqua verso i vivai nella parte orientale del Mare del Nord, intorno ai Fiordi di Moray, ai Fiordi di Firth e fino alla parte occidentale del Mare del Nord. Il tasso di spostamento è variabile e, in determinati anni, molte non raggiungono i vivai. A ovest della Scozia, alcune larve vengono trascinate in anfratti del fondale che fungono da vivai, tuttavia gran parte viene sospinta attraverso il canale presso l'Isola di Fair, inoltrandosi nel Mare del Nord. Crescendo, le giovani aringhe si allontanano dalla costa, per raggiungere infine le popolazioni adulte. Gli studi mostrano che, nel raggiungere lo stadio di maturità, le aringhe provenienti dalla costa occidentale intraprendono un viaggio per ritornarvi.
Le aringhe si nutrono principalmente di crostacei (gamberetti e copepodi) e giovani cicerelli. La dieta delle aringhe di piccola taglia differisce da quella degli esemplari più grandi solo per le dimensioni delle prede.

Sulla base delle più recenti stime relative alla biomassa di riproduzione (SSB) e alla mortalità alieutica, il CIEM considera le risorse del Mare del Nord a rischio di ridotta capacità riproduttiva e di pesca non sostenibile. Nel 2006, è stata stimata una SSB di 1,2 milioni di tonnellate e si prevede che nel 2007 rimanga al di sotto della Bpa (1.3 milioni di t). Le generazioni annuali successive al 2001 sono considerate le più deboli dagli anni ‘70. Le cause di questa diminuzione del popolamento non sono note, tuttavia si ritiene che non abbia relazioni con le attività di pesca.
Il CIEM, sempre sulla base delle ultime stime relative alla biomassa di riproduzione (SSB) e alla mortalità alieutica, .ritiene inoltre che le risorse della Scozia occidentale siano attualmente in fase di diminuzione, e sfruttate leggermente al di sopra della Fmsy. Le generazioni del 2001 e nel 2002 sono molto esigue.
Aringa del Mare del Nord


The main elements of the plan are to maintain SSB above 800,000 tonnes (Blim); to limit TAC by ± 15% from the TAC of the preceding year; a fishing mortality of 0.25 for adult fish and 0.05 for juvenile fish if the SSB is above 1.5 million tonnes (the trigger biomass Btrig); if SSB is between Btrig and Blim then the fishing mortality will be set between 0.25 and 0.10 for adult fish, depending on SSB, and no more than 0.05 for juvenile fish; if SSB falls below Blim then a fishing mortality of no more than 0.10 for adult fish and 0.04 for juvenile fish will be set.
A reduction in fishing mortality to close to the target fishing mortality is expected to be achieved in 2009. The SSB is expected to increase slightly both in 2010 and further in 2011, indicating that the current management has the potential to reverse the decline in the stock and stabilise it above the present level. The 2008 year class is estimated to be within the range of recent low recruitments. ICES assumes that the recruitment will remain around the current low level. Delay in implementing substantial reductions in catch by not following the management plan has resulted in the SSB being at greater risk of being below Blim and lower catches.
Seven catch forecasts were presented, to show a range of options for differing overall exploitation rates, based on an interpretation of the harvest control rule or other options:
- No fishing
- Catches that are estimated to lead to SSB> Bpa in 2011
- A 15% decrease in the main North Sea fleet TAC between 2009 and 2010
- The EU-Norway management plan with 40% catch increase for herring fleets in the Skagerrak and Kattegat
- The EU-Norway management plan
- A roll-over TAC from 2009 to 2010 of 171,000 tonnes for the main North Sea fleet
- A 15% increase in the main North Sea fleet TAC between 2009 and 2010.
ICES advises that exploitation for 2010 is based on option e) above; the agreed EU–Norway management plan. Following this plan implies catches in 2010 of 164,300 t for the directed herring fisheries in the North Sea.
Council Regulation (EC) No 1300/2008 of 18 December 2008 established a multi-annual management agreement for the stock of herring distributed to the west of Scotland and the fisheries exploiting that stock. The plan is based on the following rule:
| F = 0.25 If SSB > 75,000 t | 20% TAC constraint. |
| F = 0.20 If SSB < 75,000 t but > 62,500 t | 20% constraint on TAC change. |
| F = 0.20 If SSB < 62,500 t but > 50,000 t | 25% constraint on TAC change. |
| F = 0 If SSB < 50,000 t. |
There is derogation from the above constraints. If the Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF) considers that the herring stock in the area west of Scotland is failing properly to recover, the TAC constraints may differ from those in the management agreement.
Following the agreed management plan implies catches of no more than 24,420 tonnes in 2010, which is expected to lead to an SSB of 96,000 t in 2011. The agreed management plan is consistent with the precautionary approach.
Area misreporting continues to be a problem with vessels catching fish from other areas and reporting into VIa North. This has lead to uncertainty in the amount of fish landed that is actually from stocks to the west of Scotland, although more routine use of a vessel monitoring system (VMS) has reduced this problem from past uncertainties.
The 2009 assessment shows an upward revision of the spawning stock biomass and a subsequent downward revision of F, in comparison to 2008.
The basis for the advice in 2009 has also changed from that in 2008. In 2008 the advice was for a reduction in TAC. For 2009 the advice was for an increase in catch in line with the new agreed management plan.
| These figures are provisional | EU TAC |
UK Share |
| North Sea |
93,773 | 24,223 |
| West coast |
24,480 | 15,076 |


















