Nelle acque scozzesi vivono due specie di coda di rospo. Il meno comune budego, Lophius budegassa, e la rana pescatrice propriamente detta, Lophius piscatorius. Le due specie hanno caratteristiche biologiche piuttosto simili.
La rana pescatrice popola una non comune varietà di ambienti, dalle zone costiere dove il fondale è molto prossimo alla superficie fino ad almeno 1.100 m di profondità. Gli esemplari di piccola taglia possono essere pescati nelle zone del Mare del Nord e della costa occidentale dove l’acqua è più bassa, mentre gli esemplari di taglia grande, i potenziali riproduttori, una volta presenti a tutte le profondità, sono ora scarsamente presenti sopra i 100-150 m.
La deposizione delle uova avviene principalmente durante il primo semestre dell'anno, soprattutto in acque relativamente profonde (150/1.000 m). Nonostante la stagione riproduttiva della rana pescatrice sia piuttosto lunga, ogni femmina depone le uova una sola volta, a differenza di altre specie demersali. Una femmina di rana pescatrice raggiunge la maturità intorno al settimo anno di vita, quando ha raggiunto una lunghezza di circa 70 cm; è dunque probabile che molte vengano catturate prima di tale momento. La rana pescatrice ha la particolarità riproduttiva alquanto insolita di deporre le uova in una lunga striscia gelatinosa che galleggia in superficie in balia delle correnti; sembra provato che le femmine risalgano la colonna d’acqua in quest’occasione. Il singolo nastro può essere lungo più di 10 metri e contenere un numero di uova ben superiore al milione. Dopo la schiusa, le giovani rane pescatrici restano per tre o quattro mesi a profondità moderata, percorrendo talvolta lunghe distanze prima di scendere sul fondo, avendo ormai raggiunto dimensioni di 5-12 cm.
La rana pescatrice si nutre principalmente di altri pesci, per quanto nel suo stomaco si trovino a volte crostacei e persino uccelli marini. Nascosta sul fondo, cattura le prede nelle vicinanze delle sua enorme bocca per contrazione di una “canna da pesca”, o esca, che si diparte dall’estremità apicale della sua testa, davanti agli occhi.
